Ti alleni da anni ma hai sempre dolori? Il problema potrebbe non essere la fatica, ma il modo in cui ti alleni.

dolori a causa di un sistema corretto di allenamento

Come correggere gli errori creati durante l’allenamento: perché il peso non è sempre la soluzione

 

Ti alleni da anni ma hai sempre dolori? Il problema potrebbe non essere la fatica, ma il modo in cui ti alleni.

 

Ogni settimana incontro persone che si allenano con costanza, mettono impegno e dedicano ore alla palestra, ma invece di stare meglio si ritrovano con dolori alle ginocchia, alle spalle o alla schiena.

 

Non è una questione di volontà. Nella maggior parte dei casi il problema nasce dall’aver costruito l’allenamento su basi sbagliate.

 

Recentemente ho iniziato un percorso con un ragazzo che si allenava da circa cinque anni. Aveva già seguito schede preparate da un personal trainer e utilizzava carichi importanti negli esercizi fondamentali come squat, stacchi e panca piana.

 

Il risultato? Dolori persistenti al ginocchio e una qualità del movimento sempre più compromessa.

 

Prima di aumentare il peso bisogna migliorare il movimento

 

Ogni persona ha caratteristiche fisiche diverse.

 

C’è chi ha piedi piatti, chi presenta una spalla più alta dell’altra, chi ha limitazioni di mobilità alla caviglia o all’anca e chi semplicemente non ha ancora sviluppato un controllo motorio sufficiente.

 

In queste situazioni il primo obiettivo non dovrebbe essere aumentare il carico, ma imparare a muoversi correttamente.

 

Aggiungere peso sopra un movimento già scorretto significa soltanto aumentare lo stress sulle articolazioni e rendere ancora più evidenti gli squilibri.

 

Il mito del “più peso = più risultati”

 

Negli ultimi anni il mondo del fitness è stato invaso da contenuti che sembrano avere un unico messaggio: bisogna sollevare sempre di più.

 

Ma la realtà è diversa.

 

Il sovraccarico è uno strumento molto efficace, ma soltanto quando il corpo è in grado di gestirlo.

 

Se durante una panca piana le spalle salgono verso le orecchie, se durante uno squat le ginocchia perdono il corretto allineamento o se una trazione viene eseguita compensando con tutto il corpo, aumentare il peso non migliorerà la situazione.

 

Al contrario, renderà il gesto ancora meno efficiente e aumenterà il rischio di dolore e infortunio.

 

I segnali che indicano la necessità di correggere il percorso

 

Alcuni campanelli d’allarme non dovrebbero essere ignorati:

 

– dolori ricorrenti dopo l’allenamento;

– una spalla che lavora più dell’altra;

– ginocchia che collassano o si spostano in modo evidente durante lo squat;

– perdita di controllo nella fase finale del movimento;

– necessità di compensare con altri muscoli per completare l’esercizio.

 

Questi segnali indicano che il corpo sta cercando una strategia alternativa per completare il movimento.

 

Correggere il movimento prima di aumentare il carico

 

Molte persone pensano che correggere un problema significhi smettere di allenarsi.

 

In realtà è esattamente il contrario.

 

Allenarsi è fondamentale, ma bisogna scegliere gli esercizi giusti, utilizzare carichi adeguati e costruire progressivamente mobilità, stabilità, coordinazione e forza.

 

Per qualcuno il percorso inizierà con esercizi a corpo libero.

 

Per altri saranno utili elastici, piccoli sovraccarichi o lavori specifici di controllo motorio.

 

In alcuni casi anche discipline come yoga o pilates possono rappresentare un ottimo punto di partenza per recuperare mobilità e consapevolezza del proprio corpo.

 

Non esiste un metodo valido per tutti.

 

Un buon allenamento è quello costruito sulla persona

 

Un professionista non dovrebbe adattare il cliente al proprio metodo di allenamento.

 

Dovrebbe fare l’opposto: costruire un percorso in base alle caratteristiche della persona che ha davanti.

 

Chi pratica powerlifting può amare i grandi carichi, chi pratica bodybuilding può ricercare determinati stimoli muscolari, ma non tutti gli obiettivi e non tutti i corpi richiedono lo stesso approccio.

 

La qualità del movimento viene sempre prima della quantità di peso sollevato.

 

Conclusione

 

Se ti alleni da mesi o da anni e continui ad avere dolori, rigidità o sensazioni di instabilità, probabilmente non hai bisogno di aggiungere altri chili al bilanciere.

 

Hai bisogno di ricostruire il movimento partendo dalle basi.

 

Un percorso ben programmato permette di recuperare equilibrio, migliorare la tecnica, ridurre il rischio di infortuni e, solo dopo, aumentare il carico in modo sicuro ed efficace.

 

Perché il vero obiettivo dell’allenamento non è sollevare più peso possibile, ma costruire un corpo forte, efficiente e capace di muoversi bene nel tempo.

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